Turismo sostenibile in Sardegna | immagine di un fiore di cardo

Cosa è la sostenibilità nel turismo e come si misura?

Etis e Carrying Capacity. Ecco alcuni degli indicatori che non puoi non conoscere se ti vuoi impegnare nella sostenibilità nel turismo.
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Durante gli anni ’70-’80 si sviluppò un nuovo modo di fare Turismo: quello proiettato alla preservazione dell’ambiente, meglio conosciuto come “ecoturismo”, poi diventato turismo sostenibile. Ulteriori fini di questa nuova tipologia di viaggio erano quelli di rispettare le popolazioni locali e sostenere l’economia della destinazione che si stava visitando. Fu allora che si sviluppò l’ideologia di ridurre al minimo l’impatto nella destinazione, mantenendo intatte le caratteristiche del territorio in modo tale da permettere ai futuri turisti di godere delle stesse opportunità ed esperienze. 

Il Turismo Sostenibile mette in primo piano la naturalezza delle relazioni tra chi viaggia e la popolazione residente. In un mondo sempre più accelerato, dove si consuma in natura più di quello che viene prodotto, la sostenibilità del turismo è diventata la priorità nell’agenda del UNWTO e di tutti gli organismi e organizzazioni che si occupano di turismo.

Il Global Footprint Network (GFN), l’organizzazione internazionale di ricerca sullo sfruttamento delle risorse naturali,  dice che l’ultimo anno di pareggio è stato il 1970: da allora noi continuiamo a consumare già dal 5-7° mese dell’anno più di quello che il pianeta produce in natura. Quest’anno “l’overshoot day”, ovvero il giorno in cui abbiamo raggiunto la capacità massima di sfruttamento delle risorse in Italia, è stato il 15 Maggio, globalmente nel mondo il 29 Luglio. Se vuoi capire come contribuisci anche tu, con le tue abitudini, al consumo del pianeta, fai il test.

Se ti vuoi impegnare sulla sostenibilità nel turismo o semplicemente saperne di più, abbiamo pensato a questo pezzo che ti aiuterà almeno sulle definizioni.

Turismo sostenibile: la regola delle tre “E”

Nel 1987, l’Organizzazione mondiale del Turismo (OMT), ha individuato tre elementi essenziali che non possono mancare quando si parla di Turismo sostenibile. Quest’ultimo, per essere tale deve far sì che le risorse ambientali siano rispettate, che le comunità locali beneficino del Turismo in termini di reddito e di qualità della vita e infine che l’esperienza dei turisti sia unica e di qualità. 

Queste tre caratteristiche hanno dato vita alla regola delle tre E: Environment, Ethics ed Economy. 

La regola delle tre “E” del Turismo Sostenibile

Per sostenibilità ambientale si intende la capacità del territorio di conservare nel tempo le sue utilità e proseguire nella fornitura di risorse. All’interno di un sistema turistico possiamo intendere la sostenibilità ambientale come la capacità di valorizzazione ambientale in quanto elemento distintivo del territorio, garantendo nel frattempo la tutela e il rinnovamento delle risorse.

Inoltre, l’impatto socioculturale del turismo è inteso come l’insieme degli effetti sulla comunità locale derivanti dal rapporto che questa popolazione definisce direttamente o indirettamente con la popolazione turistica”. 

Infine, si può definire come sostenibilità economica quella capacità di un sistema economico di assicurare una crescita duratura di tutti gli indicatori economici della destinazione. La sostenibilità di cui sopra è volta alla produzione di benessere e di opportunità lavorative per la comunità locale. 

Il turismo non ha soltanto effetti in termini economici: infatti, in una destinazione con un’offerta e una domanda elevate, vi è un alto potenziamento delle infrastrutture e del sistema dei trasporti, l’arredo urbano è perfezionato e l’interessamento verso i beni culturali è maggiore. 

Durante la prima Conferenza ufficiale tenuta dall’OMT nel 1995, fu emessa la Carta di Lanzarote, che denunciò gli ingenti danni ambientali e sociali compiuti dal fenomeno turistico, che d’altro canto ha però permesso di creare occupazione e ricchezza per la maggior parte delle popolazioni locali. 

Il turismo sostenibile viene spesso confuso con il turismo responsabile che è sicuramente un aspetto importante della sostenibilità ma che però tiene conto di ulteriori variabili. Se vuoi approfondire il turismo responsabile leggi questo precedente blog post su AperiTurismo.

Gli indicatori della sostenibilità nel Turismo

Gli indicatori sono definiti dalla WTO come “uno strumento quantitativo e sintetico che facilita l’analisi e la valutazione delle informazioni in modo tale che, se utilizzato in combinazione con altri tipi di strumenti, consenta ai decisori di ridurre la probabilità di prendere inavvertitamente decisioni sbagliate” (WTO, 1995). 

Mayer (2008) ha definito gli indicatori aggregati tra loro come “un’aggregazione quantitativa di molti indicatori che offrono una visione semplificata, coerente e multidimensionale di un sistema“. 

Sulle definizioni del Turismo Sostenibile

Varie indicazioni riguardo agli indicatori sono state fornite nel tempo: Stoeckl, Walker, Mayocchi e Roberts (2004) hanno classificato gli indicatori di sostenibilità in modo tale che valutino la situazione passata e attuale al fine di contribuire al progresso della sostenibilità e facciano previsioni su ciò che potrebbe accadere in futuro, valutando l’uso delle risorse in relazione alla sostenibilità, sviluppando politiche volte a modificarne il comportamento. 

Nel tempo sono state fornite numerose serie di indicatori adibiti a tale funzione. Tra le più importanti si ricordano quelle elaborate da Moore e Polley (2007), che svilupparono una serie di indicatori, chiedendo ai visitatori di descrivere le condizioni che hanno contribuito alla loro esperienza nella destinazione oppure quelle di Sanchez e Pulido (2008) che hanno sviluppato un indice di turismo sostenibile applicabile a varie comunità spagnole. Ancora, Castellani e Sala (2010), hanno elaborato un indice di prestazione sostenibile (SPI) per lo sviluppo turistico, con indicatori che riguardano le dinamiche demografiche, le condizioni economiche e sociale della comunità locale, i fattori ambientali e le caratteristiche della destinazione. Infine, Blancas e altri (2010) hanno realizzato un indice di sostenibilità che comprende 32 indicatori che vanno ad analizzare le tre dimensioni della sostenibilità, quella sociale, ambientale e economica. 

Un altro tra i più importanti metodi di misurazione dell’impatto turistico è l’indice di penetrazione del turismo, elaborato da McElroy nel 1998. Questo indicatore è utile per comprendere se il turismo abbia oppure no un impatto negativo o positivo sulla destinazione in esame, anche in questo caso analizzando le tre dimensioni della sostenibilità. 

Quando si parla di indicatori in grado di misurare l’impatto turistico sul territorio è opportuno infine ricordare la capacità di carico e l’impronta ecologica. 

Monitorare la sostenibilità turistica di una data regione è utile per verificare eventuali miglioramenti o peggioramenti della situazione e effettuare opportune correzioni. Inoltre, questo consente di individuare i trend e evidenziare il successo di specifiche azioni e strategie. 

Come misurare la Sostenibilità nel Turismo

Lo sviluppo sostenibile è considerato di fondamentale importanza se associato alle politiche turistiche atte alla pianificazione, alla gestione e alla ricerca. L’approccio alla sostenibilità si occupa quindi di guidare e controllare gli impatti e i processi di sviluppo derivanti dall’industria turistica. 

Sostenibilità nel turismo, turisti che intasano mezzi pubblici nelle città ad alto traffico
L’industria turistica viene spesso paragonata ad un’industria tra le più pesanti, non meno di quella siderurgica o meccanica.

Per fare ciò sono nati molteplici set di indicatori, che sono stati utilizzati anche in importanti casi studio mirati alla valutazione della sostenibilità di una determinata destinazione. Ne sono un esempio gli indicatori ETIS e la Carrying capacity.

European Tourism Indicator System (ETIS) 

Il seguente set di indicatori è stato pubblicato dall’Unione Europea nel 2013. Ha l’obiettivo di supportare le destinazioni nel monitoraggio e nella misurazione delle loro prestazioni nel tempo, utilizzando un approccio comune comparabile. Per tale ragione, ad oggi, è stato utilizzato da oltre 100 destinazioni in Europa.

L’ETIS è composto da 27 indicatori principali e 40 indicatori opzionali, e si possono individuare quattro macro-classi: gestione della destinazione, impatto sociale e culturale, valore economico e impatto ambientale. 

Il set di indicatori definito dall’UE per monitorare e misurare le prestazioni delle destinazioni sulla sostenibilità nel turismo

Il sistema degli indicatori turistici può essere concretizzato e messo in pratica seguendo le sette diverse fasi stabilite dalla Commissione Europea: 

  • Sensibilizzazione: quando si decide di misurare la sostenibilità di una destinazione utilizzando gli indicatori ETIS, è importante che il maggior numero di persone ne venga a conoscenza; il diffondere questa notizia consentirà a chi sta avendo l’iniziativa di godere di una migliore partecipazione da parte di terzi. 
  • Creazione di un profilo della destinazione: creare la scheda della destinazione sarà utile per inquadrare il maggior numero di dettagli e informazioni e avere le idee chiare per quanto riguarda le caratteristiche della destinazione in esame. Dovranno essere incluse informazioni sulla geografia, sui servizi turistici in quel dato momento, sui collegamenti interni e esterni, e dati sul numero medio di visitatori. 
  • Formazione di un gruppo di lavoro delle parti interessate: formare un gruppo di lavoro sarà utile per riunire enti e operatori turistici del territorio e lavorare insieme verso un unico obiettivo. 
  • Definizione dei ruoli e delle responsabilità: definire i ruoli e le responsabilità di ognuno è importante al fine di ottenere risultati attendibili e precisi nel minor tempo possibile. Questa metodologia farà crescere il senso di appartenenza al gruppo e i risultati finali saranno migliori. 
  • Raccolta e registrazione dei dati: la raccolta dati dovrebbe essere semplice e veloce. Alcuni indicatori potrebbero però rilevare dei dati mancanti; in questo caso potranno essere ottenuti attraverso questionari, sondaggi e altri tipi di attività. 
  • Analisi dei risultati: non appena i dati sono stati raccolti e presentati, il gruppo di lavoro dovrà analizzare i dati e trarre delle conclusioni oppure fare delle previsioni.
  • Promozione di uno sviluppo e di un miglioramento continui: creando un piano di sviluppo e cercando insieme un miglioramento continuo, è possibile raggiungere ottimi risultati. La Commissione Europa consiglia di redigere un piano triennale dove devono figurare obiettivi, termini prefissati e ambiti di competenza. 

La Carrying Capacity 

Particolarmente rilevante è l’indicatore della capacità di carico, nato negli ’60 per porre dei limiti al numero di visitatori di una data destinazione. 

Per capacità di carico si intende il numero massimo di persone che possono utilizzare un sito senza alterare in modo definitivo l’ambiente fisico e senza modificare la qualità dell’esperienza turistica. 

venezia architettura panoramica da Canal Grande
Venezia al centro delle discussioni su “overtourism” negli ultimi anni

Secondo la definizione ufficiale proposta dalla World Tourism Organization nel 2000, la capacità di carico di una destinazione è costituita dal numero massimo di persone che visitano, nello stesso momento, la località senza compromettere le sue caratteristiche ambientali, fisiche, economiche e socioculturali e senza ridurre la soddisfazione dei turisti data dall’esperienza. 

La capacità di carico turistica è difficile da quantificare, poiché è necessario identificare vari indicatori in base alle diverse risorse che la destinazione possiede. È quindi necessario distinguere tra le diverse dimensioni della capacità di carico turistica (Candela e Figini, 2012):  La dimensione ecologica si riferisce all’ambiente fisico della destinazione e identifica la soglia ecologica come la capacità di recupero/resistenza dell’ecosistema, in collegamento sia con l’attività turistica che con la coesistenza nella stessa destinazione di più tipi di turismo. 

  • La dimensione fisico-strutturale si riferisce al sistema di strutture e infrastrutture della destinazione (dalla rete di trasporto alla raccolta dei rifiuti e servizi idrici) che vengono utilizzate da turisti e residenti. 
  • La dimensione psico-sociale identifica una soglia altamente soggettiva oltre la quale il livello di affollamento è percepito come intollerabile dai visitatori o residenti. 
  • La dimensione economica, infine, si riferisce alla capacità dell’economia locale di soddisfare, con la propria produzione, la domanda dei turisti senza diventare soggetta ad alterazioni patologiche in termini di allocazione di risorse e prezzi. 

La capacità di carico è un concetto quantitativo che presuppone il limite, sebbene difficile da stimare, della capacità dell’ecosistema naturale di sostenere la crescita continua della popolazione nel limite dell’abbondanza di risorse e nella tolleranza del degrado ambientale. Pertanto, la comprensione di tale indicatore è importante per la formulazione di politiche sostenibili. 

*Il seguente testo è un estratto della tesi di Federica Crobe su ” La sostenibilità applicata al Turismo. Comparazione tra Sardegna e Azzorre in termini di sostenibilità turistica” (Università degli Studi di Cagliari | 2019). Se vuoi contattare l’interessata, scrivi a federicacrobe(at)gmail.com.

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